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Surfcasting

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Una delle tecniche di pesca sportiva più spettacolari tra quelle praticate lungo le coste della nostra penisola è sicuramente il surf casting, termine anglosassone il cui significato letterale è “lancio oltre l’onda”. E’ una pesca che si effettua prevalentemente  con mare mosso o sconvolto da mareggiate violente e piuttosto frequenti. In tali condizioni il moto ondoso continuo e regolare scava il fondale sabbioso, rimuovendo dal loro habitat naturale un gran numero di organismi, come molluschi, vermetti e crostacei, che costituiscono un ottimo cibo per i pesci grufola tori che si avvicinano a terra in cerca di nutrimento. Questi, a loro volta, risvegliano l’istinto alimentare dei grossi predatori, per cui si viene a creare una vera catena alimentare che permette al pescatore di avere a distanza facilmente raggiungibile dalla riva un’amia gamma di prede in pascolo sul fondale sabbioso. Il surf casting trova il suo impiego migliore durante il periodo invernale, quando le mareggiate sono ricorrenti lungo i nostri litorali.
Il surf casting impone a chi lo pratica lanci molto lunghi, in modo da far arrivare le esche nelle zone di caccia dei pesci, a volte distante da riva anche alcune centinaia di metri: ciò comporta il ricorso a canne fornite di particolari doti di robustezza e capaci di lanciare zavorre talvolta superiori ai duecento grammi.
Nel surfcasting il lancio è fondamentale. In una tecnica in cui la perfetta conoscenza dei luoghi di pesca più producenti assume particolare significato, l’abilità e la precisione nel lancio, necessarie per posare l’esca nei posti giusti, diventano requisiti assolutamente indispensabili. Si conoscono diversi lanci da surf che consentono di effettuare proiezioni dell’esca diversificate fra loro, sia nella precisione che nella lunghezza.

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