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SPINNING

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SPINNING Acque interne
Nata agli inizi del secolo nei Paesi anglosassoni e introdotta in Italia a partire dagli anni Cinquanta, la pesca a spinning sta conoscendo ultimamente una fase di notevole successo grazie al largo apprezzamento di moltissimi appassionati, attratti da questa tecnica in grado di offrire ottime rese in diverse circostanze.
Essa si basa sull’uso esclusivo di esche artificiali di diverse forme e misure, che , lanciate e recuperate in acqua a diverse velocità e profondità, emettono particolari vibrazioni e bagliori luminosi simili ai riflessi metallici della livrea di alcuni pesci preda, tanto da scatenare l’aggressività dei predatori. Altri fattori in grado di provocare l’attacco a un’esca artificiale da spinning possono essere l’istinto primario della fame, comune a tutte le specie ittiche, e l’estrema irritabilità di alcuni pinnuti, che spesso vedono in un artificiale un elemento perturbatore del proprio territorio di caccia. Tutti questi elementi riescono a giustificare l’estrema efficacia delle esche da spinning, sollecitando spesso il pescatore alla conoscenza del comportamento dei pesci e a ricercare, nel contempo, i migliori artificiali da usare per stimolare continuamente la loro curiosità. Le principali prede dello spinning sono la trota, il cavedano, il luccio, il persico trota e il persico reale.
La scelta dell’attrezzatura ideale per lo spinning è in diretta relazione al tipo di pesca che si vuole praticare. Parlando della canna, non esiste un attrezzo “universale”  che possa servire per cacciare tanto la piccola trota di torrente quanto il luccio dei fiumi lenti e profondi: ogni canna da spinning, infatti, è tarata per lanciare una certa gamma di pesi, al di sopra della quale non riesce a esprimere tutta la sua potenza. La lunghezza varia da 1,5 a 2,6 metri a seconda dell’ambiente, dall’esca artificiale utilizzata e dal pesce che si desidera insediare.   
SPINNING mare
Lo spinning, ovvero la pesca con esche artificiali,in ambiente marino,derivante da quello già affermatosi in acque interne,si sta rilevando una tecnica di pesca molto produttiva,conoscendo una buona diffusione anche per  l’attuale disponibilità sul mercato di un’attrezzatura specifica. I motivi che inducono un pesce,abituato a cibarsi di un suo simile,ad abboccare a un’esca artificiale sono vari. Scartata, ma non del tutto,l’ipotesi della fame,restano altri validi motivi a giustificare tale comportamento. Sicuramente importante è l’irritabilità,perché è noto che nel comportamento animale è la territorialità e la difesa del proprio spazio di caccia sono fondamentali:in  questo caso rinunciare al proprio spazio potrebbe significare perdere la possibilità di trovare cibo,con conseguenze immaginabili. Anche la curiosità ricopre un ruolo importante per motivare l’attacco a un’artificiale,perché non bisogna dimenticare che un pesce, per identificare un oggetto in movimento che attraversa il suo campo d’azione,non ha altri mezzi all’infuori della bocca. Ne deriva che il comportamento dei pesci predatori di fronte alle esche artificiali può dare spesso sorprese assai stimolanti per chi desidera affrontare questa disciplina in maniera approfondita.
La scelta dell’attrezzatura:la canna ideale è un attrezzo in due pezzi o monopezzo di varie lunghezze che variano da i 2,10-3,00m in carbonio ad alta resistenza e con potenza adeguata a lanciare artificiali da un minimo di 8-10 grammi fino a un massimo di 30-40 grammi. Il mulinello  dovrà resistere alla corrosione e  alla salsedine. Un modello molto robusto,con meccanica interna di ottima qualità e rapporto di recupero molto veloce,rappresenta  la scelta più giusta per le diverse circostanze di pesca. 

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