PESCA ALL’INGLESE acque interne
Inventata dai pescatori d’Oltremanica, abituati ad agire sotto la pioggia e con forte vento, la pesca all’inglese consente di insidiare diverse specie ittiche di pregevole taglia a distanze ragguardevoli da riva e con condizioni di tempo decisamente avverse. Si riesce a pescare con lenze molto leggere, avvalendosi di speciali galleggianti piombati che, affondano al minimo tocco, non mettono in allarme il pesce. Questi espedienti permettono al pescatore di risolvere problemi che sembravano di difficile soluzione con altre tecniche, mediante l’uso di un’attrezzatura che, se pur semplice, è estremamente efficace. Fra le prede più insidiate vi sono carpe, cavedani, tinche e barbi.
La canna ideale è quella a tre pezzi ad innesti, di lunghezza compresa tra i 3,9 e i 4,2 metri e con numero di passanti di almeno 12-14 anelli. Una sua caratteristica essenziale è l’azione decisamente progressiva che le fa assumere una flessione molto armonica.
Il mulinello adoperato per la pesca all’inglese dovrà possedere alcuni requisiti fondamentali, come la leggerezza e una notevole velocità di recupero, necessaria per far affondare pi rapidamente la lenza in acqua.
PESCA ALL’INGLESE in mare
Direttamente proveniente dalle acque interne,la pesca all’inglese è stata interodotta anche nelle acque salse,dove trova un numero sempre crescente di appassionati. Questa particolare tecnica,consente di pescare con una lenza molto sensibile e a una distanza considerevole da riva,eliminando al contempo quella fastidiosa curvatura della lenza che in gergo viene denominata pancia.In un ambiente come quello marino,in cui si agisce spesso in condizioni di vento forte e corrente sostenuta,la pesca all’inglese consente di far lavorare la lenza,e quindi l’esca,in modo molto naturale e in una zona prestabilita anche in presenza di vento contrario.
Le caratteristiche della pesca in mare impongono l’esigenza di utilizzare canne più lunghe di quelle normalmente usate nelle acque dolci,dove l’azione di pesca viene svolta da sponde piuttosto basse. Lungo le coste marine,infatti,è normale pescare anche da luoghi particolarmente alti. La lunghezza ideale è di 4,2-4,5metri,contro i 3,6-3,9metri della canna per acque dolci. Il mulinello deve permettere il miglior equilibrio possibile di tutta l’attrezzatura e garantire una certa armonia di azione in ogni fase del lancio:è opportuno optare per i modelli dotati di bobina conica,che consentono,oltre a un avvolgimento perfetto del filo,una sua uscita facilitata durante il lancio.







